La sensazione che manchi ancora qualcosa
Ci sono momenti nella vita in cui, almeno all’apparenza, tutto sembra andare nella direzione giusta.
Stai crescendo.
Stai imparando.
Forse hai finalmente trovato qualcosa che senti più vicino a te.
Eppure, nonostante questo, può rimanere una sensazione difficile da spiegare.
Spesso è proprio quando sembra che tutti i tasselli siano al loro posto che quella sensazione emerge.
Una leggera pressione nel petto.
Sai che tutto è in ordine ma non ancora completo.
A volte questa sensazione emerge nel lavoro.
Altre volte nelle relazioni, nel modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi o nel bisogno di trovare una direzione più autentica.
Non sempre è chiaro cosa manchi davvero.
Ma alcune persone continuano comunque a cercare.
Quando il fare non basta più
All’inizio si pensa che serva semplicemente più esperienza.
Più strumenti.
Più conoscenza.
Più sicurezza.
Ed è naturale.
Crescere significa anche attraversare tutto questo.
Ma per alcune persone arriva un momento particolare.
Un momento in cui iniziano a percepire che la questione non riguarda più soltanto ciò che stanno facendo.
Riguarda il modo in cui stanno vivendo ciò che fanno.
Una ricerca più profonda
Per questo motivo ci sono persone che continuano a formarsi, a studiare e ad approfondire anche quando potrebbero fermarsi.
Non sempre lo fanno perché “non si sentono abbastanza”.
A volte succede perché stanno cercando qualcosa che ancora non riescono a nominare con precisione.
Una sensazione di coerenza.
Di presenza.
Di verità dentro ciò che fanno.
Come se una parte di loro non si accontentasse di qualcosa di appreso dall’esterno.
Ma cercasse un modo di lavorare, di ascoltare e di entrare in relazione nel quale potersi riconoscere.
Quando cambia lo sguardo
Ed è spesso qui che avviene un cambiamento importante.
Si smette lentamente di cercare soltanto “la tecnica giusta”.
E si inizia ad osservare.
La qualità della presenza.
L’ascolto.
Il modo in cui ci si sente quando si entra in relazione con gli altri.
Perché esiste una grande differenza tra interagire con un corpo e incontrare realmente la persona che abbiamo davanti.
E forse questa differenza vale in ogni ambito della vita.
Oltre l’accumulo
A volte il bisogno continuo di cercare non nasce dalla mancanza di capacità.
Nasce dal desiderio di ritrovare sé stessi dentro ciò che si sta facendo.
Per questo alcuni percorsi non lasciano soltanto nuove competenze.
Lasciano anche una sensazione diversa.
Più vicina.
Più umana.
Una sensazione difficile da spiegare ma facile da riconoscere quando la si vive.
Conclusione
Forse uno dei passaggi più importanti nella crescita personale e professionale arriva quando smettiamo di chiederci soltanto:
“Funziona?”
e iniziamo a domandarci:
“Questa esperienza mi assomiglia davvero?”
A volte è proprio da quella domanda che inizia una ricerca completamente nuova.
Una ricerca che, nel tempo, porta molte persone a cambiare non solo il proprio modo di lavorare, ma anche il modo di osservare il corpo, la relazione e il cambiamento.
Ed è proprio da qui che partiremo nei prossimi articoli dedicati all’Ortho-Bionomy e alla qualità della presenza nel lavoro corporeo.
(di Ivan Pisani – Insegnante di Ortho-Bionomy®)
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